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CHANNELLING E LA FONTE UNIVERSALE DI CONOSCENZA

Il Channelling nell'approccio di Jyoti riguarda il contatto con la Sorgente, non intesa come un'entità di alcun tipo, ma come fonte Universale di Conoscenza e di Saggezza.

La formazione di Jyoti avviene con il maestro Illuminato Osho che lei raggiunge in India alla fine degli anni settanta, quasi all'inizio del grande esperimento che questo maestro fa e che avrà un grande eco in tutto il mondo. Attraverso questo esperimento che ha suscitato non poche polemiche e qualche coraggioso seguace Osho ha portato nell'epoca moderna e nel mondo occidentale l'essenza di una conoscenza che era rimasta per millenni custodita in India. Questa "conoscenza" aveva continuato costantemente a germogliare e fiorire attraverso molti saggi che l'avevano fatta vivere per condividerla con i ricercatori di Verità che si sono susseguiti nei secoli. L'essenza di questa conoscenza non riguarda la morale, nè la religione, nè l'esoterismo, ma è la purissima essenza della vita stessa.

Dal suo arrivo alla fine degli anni 70 Jyoti rimane in India e partecipa attivamente alla vita comune dell'Ashram, basata sul lavoro e sulla meditazione. In questo periodo la trasmissione del maestro non passa solo attraverso le parole e gli insegnamenti, ma attraverso la sua "presenza" e l'esperienza di vita in comune.
Questo periodo di trasmissione continua nel periodo "americano" di Osho e al suo ritorno in India dopo cinque anni di assenza.

Alla fine degli anni ottanta, Jyoti collabora alla Mystery School dell'Ashram di Pune, il ramo esoterico della Multiversity dell'Ashram, voluto da Osho. La sua conoscenza esoterica si forma in quegli anni attraverso un cammino esperienziale molto intenso, e la vicinanza del compagno (Chidvilas), guaritore e pranoterapeuta iniziato da Osho stesso. In quegli anni si gettano le basi di un lavoro che continua ancora oggi ad essere divulgato nei centri di meditazione e di guarigione.
Proprio in quegli anni Jyoti viene chiamata a condividere il "Channelling", che fino a quel momento era rimasta un'attività privata, in sessioni, gruppi e in corsi intensivi.
Da quel momento il Channelling diventa studio e insegnamento.

Il Channelling di Ma Prem Jyoti non è di stampo esoterico, non è la manifestazione di un "potere", ma di un "dono".
Un potere è qualche cosa che si ottiene con la volontà attraverso discipline e tecniche che rinforzano le tendenze latenti della mente. Il dono è qualche cosa di innato che fiorisce di conseguenza ad un processo di evoluzione spirituale.
Il "potere" è un atto di volontà, il "dono" è una conseguenza, spesso non voluta, di un processo di maturazione interiore.

Nel Channelling di Jyoti si ricevono gli insegnamenti che provengono da uno stato di coscienza molto alto, volto non tanto all'appagamento dei desideri, ma all'evoluzione e al risveglio spirituale.

L'approccio di Jyoti al Channelling è più "scientifico" che esoterico, si basa infatti su di una ricerca personale che dura da molti decenni e che non vuole basarsi su nessuna "supposizione", bensì su un'esperienza diretta e sempre rinnovata.
Secondo Jyoti la Conoscenza non può che venire dall'essere, dalla nostra eternità, ed è una conoscenza che non può che essere universale e per questo semplice, lineare e profonda.
Ecco perchè la ricerca e l'insegnamento di Jyoti si basano sulla sua esperienza, un'esperienza che si evolve con il manifestarsi della Verità Ultima.
Poichè il Channelling di Jyoti è profondamente unito al suo cammino spirituale, quello che si manifesta è un insegnamento spirituale improntato ad una grande compassione, verità e umanità.
Non vengono presentate entità alle quali riferirsi anche se indubbiamente è avvertita la "Presenza" di una coscienza sacra e molto elevata.

Nel Channelling che si trova nell'ambito New Age, si parla molto di Angeli, di Spiriti Guida e anche, a volte, di entità estra-terrestri, ma il concetto di entità diventa primitivo quando si incontra con la realtà del'Uno. Il concetto di anima e di spirito separato è superata dalla realizzazione dell'Unico al di là di ogni dualità e di ogni io separato.
L'individualità e l'idea di essere un individuo separato può esistere solo nella non conoscenza della Verità, ecco perché ogni entità che si presenta come tale non può essere la manifestazione di uno spirito elevato, ma di un qualche stato di ignoranza. Vero è, d'altronde, che come dicono i Sufi (mistici della tradizione mussulmana) "Dio si manifesta nel modo che è più caro al tuo cuore", perciò il passaggio di un'entità può avvenire, come manifestazione di compassione dell'Uno.

L'attitudine profondamente connaturata nella mente umana, di esistere come individui separati, viene proiettata anche nel mondo sottile e spirituale, il non distinguere la dimensione eterna dell'Uno, il Non Separato (che non è un'altra più grande entità), dagli infiniti fenomeni dell'esistenza, porta ad infinite confusioni di cui è veritiero specchio il mondo spirituale di oggi, pieno di superstizioni quanto quello medioevale.

La realtà di dimensioni sottili, compenetranti questo universo materiale, esiste, ma sono realtà altrettanto effimere proprio come questa realtà materiale assoggettata al tempo e per questo non eterna. lo Spirito è invece eterno e la Conoscenza viene proprio da questa Sorgente eterna e immutabile.

 


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